Science-Environment
E' partita l’avventura Italia-Cina della macchina italiana senza pilota: prima volta al mondo
I veicoli intelligenti del laboratorio “VisLab spin off” dell’Università di Parma intraprendpno un viaggio intercontinentale mai tentato prima: dall’Italia alla Cina, 13.000 km senza guidatore. E il pilota automatico é alimentato da energia solare.
Presentato a San Diego in California nel febbraio scorso l’esperimento del VisLab dell’Università di Parma è iniziato il 10 luglio provando a dimostrare l’enorme passo in avanti della tecnologia di assistenza alla guida sviluppata negli ultimi 15 anni dal laboratorio di ricerca Italiano.
Grazie ad un importante finanziamento di ERC (European Research Council) lo spin off dell’Università di Parma sta conducendo ricerche per fornire capacità sensoriali ai veicoli, in modo da diminuire il numero di incidenti stradali e - come obiettivo finale anche per la guida completamente automatica.
Come passo intermedio del progetto (5 anni, da Dic 2008 a Nov 2013) il VisLab sperimenta i risultati con un viaggio di 13.000 km dall’Italia alla Cina con veicolo senza pilota, dotato di 7 telecamere e 6 laser scanner collegati ad un rivelatore GPS che registrano tutti i dati necessari a ripercorrere virtualmente il viaggio più e più volte e perfezionare sia il software che l’hardware
I veicoli senza guidatore che attraverseranno l’Europa e l’Asia fino a Shanghai sono due. L’avventura terminerà a Shanghai, Cina, il 10 Ottobre 2010 in occasione dell’Esposizione Mondiale (World Expo 2010), dove i veicoli rimarranno esposti.
La copertura mediatica e la parte logistica sono assicurate da un partner d’eccezione: Overland, che ha lunga esperienza di viaggi avventurosi e di sfide al limite del possibile. Oltre a fermarsi nelle principali città toccate durante i 3 mesi di viaggio per proporre dimostrazioni tecniche e presentazioni divulgative, l’esperimento si potrà considerare concluso una volta che merce italiana, caricata su uno dei veicoli automatici in Italia, raggiungerà la destinazione dopo aver percorso per la prima volta nella storia un viaggio di 13.000 km via terra senza conducente umano.
Oltre ad essere importate perché fonirà informazioni preziose per sviluppare soluzioni per la sicurezza stradale, il progetto avrà anche una notevole importanza dal punto di vista industriale. I veicoli, infatti, potranno essere utilizzati in futuro per automatizzare la movimentazione merci in ambito urbano.
Infine l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili rende questo tipo di mobilità sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Il sistema di guida automatica, infatti, sarà autonomo dal punto di vista energetico, in quanto alimentato da un pannello solare posto sul tetto del veicolo.
(fonte: Forum PA)
Per il garante della privacy è pericolo cloud computing, la nuova tecnologia del web
Nella sua relazione il responsabile dell'authority sulla privacy Francesco Pizzetti ha puntato l'attenzione sui pericoli del web e in particolare del cloud computing.
“Con la nuvola informatica non saremo più padroni dei nostri dati, non ne disporremo più sul nostro hard disk, ma li riverseremo sulle piattaforme dei fornitori dei servizi. Con il cloud computing sul mio computer non rimarrà tendenzialmente più nulla: lavorerò in remoto e quindi affitterò un sistema operativo, affitterò lo spazio che mi conserva i dati e i servizi di cui ho bisogno. Tutto avverrà in outsourcing. E questo moltiplicherà i problemi legati alla sicurezza: non ci saranno più server personali o di impresa, ma server da miliardi di dati collocati in giro per il mondo”. Con la conseguenza che “cresceranno i rischi di pirateria informatica e il cybercrime diventerà normale crimine”.
Anche per questo, secondo il Garante italiano, “si aprono nuove questioni di regolazione internazionale”. Pizzetti pensa a un futuro “in cui qualche regolatore sovranazionale o qualche Stato pretenderà di verificare dove vengono sistemati i server del cloud computing”.
“Dobbiamo essere più realistici”, insiste Pizzetti: “la libertà sulla rete non è l’assenza di regole. Solo se la rete è regolata, c’è libertà”.
In Australia i telefonini che operano in assenza di campo
Incredibile ma vero: in Australia i telefonini operano senza avere campo, cioè in assenza della linea del gestore. E' proprio nel paese dei canguri che i ricercatori hanno messo a punto un software che permette di comunicare anche lì dove non c'è ricezione. La tecnologia, che incorpora la funzione delle torri della telefonia mobile in versione compatta negli stessi telefoni cellulari, e' stata messa a punto da alcuni ricercatori dell'universita' Flinders di Adelaide ed e' stata collaudata con successo in remote aree desertiche dell'Australia centrale, dove non vi e' ricezione ne' da tralicci ne' da satelliti. La scoperta potrebbe avere uno sviluppo immediato, ma come si sà sembra assurdo che i tanti gestori nel mondo possano applaudire ad una scoperta che li manderà falliti.
(fonte Rosario Lavorgna su ItaliaH24.it di Lunedì 12 Luglio 2010)
Microsoft inventa delle pile speciali dove non serve tener conto delle polarità
Mai più batterie montate al contrario. Mai più dispositivi elettronici che non si accendono perchè si è commesso un errore nella valutazione delle polarità; mai più alla ricerca dello schemino con i "+" ed i "-" che indicano come posizionare la batteria nella sede dedicata. Microsoft InstaLoad è la tecnologia che risolverà il problema e sulla quale il mercato si sarebbe già buttato per sperimentare fin da subito tale nuova opportunità.
Il sistema InstaLoad, relativamente semplice nel suo design, è già stato brevettato e Microsoft ne ha annunciata la piena disponibilità sul mercato con apposito comunicato. Un primo grande nome del settore ha immediatamente confermato la serietà dell'iniziativa: se Duracell decide di investire in questo progetto, infatti, le potenzialità di riuscita sono estremamente maggiori. Microsoft delinea fin da subito il possibile ambito di applicazione: settore militare, costruzioni, sport all'aperto, camping, device che richiedono frequente sostituzione delle batterie.
Microsoft spiega che il nuovo meccanismo non richiede consumo di energia e che i costi di installazione sono del tutto paragonabili ai meccanismi ad oggi in uso. Il brevetto prevede inoltre piena compatibilità con le batterie CR123, AA, AAA, C e D già sul mercato.
Duracell e gli altri gruppi partner potranno utilizzare la tecnologia licenziata ed al tempo stesso utilizzarne il logo per rendere chiaro agli occhi degli utenti la non-necessità di girare le batterie nella giusta polarità. Il tutto grazie ad un semplice meccanismo tecnico che attiva i giusti circuiti combinando in modo adeguato il contatto con la batteria in base al fondo piatto della polarità negativa o al fondo con la tipica sporgenza del polo positivo.
(fonte www.webnews.it del 2 luglio 2010)
Perizia tribunale di Roma: Nesso fra le onde di Radio Vaticana e i tumori dei bimbi
A seguito dell'inchiesta per omicidio colposo, la perizia disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma durata cinque lunghi anni ha concluso che c'è un nesso tra i tumori dei bambini e l'esposizione alle antenne di Radio Vaticana.e il rischio di leucemie e linfomi per i bambini.
Nelle oltre 300 pagine di perizia, disposta rispetto alle morti da elettrosmog avvenute tra la fine degli anni '80 e il 2003, si parla di «rischi importanti» di morti per «tumori emolinfopoietici», per le persone esposte tra i 5 e i 9 chilometri dall'emittente, per almeno 10 anni». E in particolare dell'esposizione dei bimbi: «Lo studio suggerisce che vi sia stata una associazione importante, coerente e significativa - si legge - tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini». E aggiunge che le strutture di MariTele, l'installazione della Marina, «in modo limitato e additivo, hanno plausibilmente contribuito all'incremento di quel rischio».
(fonte Il Messaggero)
Marea nera: ormai inquinati 700 km. di coste, nuovi tentativi
Dal 20 aprile, data dell'incidente, sono finiti in mare a causa della marea nera tra i 2,9 e i 4,9 milioni di barili di petrolio.
Sono stati inquinati 700 kilometri di costa: ne sono stati interessati gli stati di: Texas, Lousiana, Mississipi, Alabama e Florida.
Intanto la fuoriuscita continua.
A giorni si tenterà di mettere un nuovo tappo nella speranza che questa volta si risolva il problema, altrimenti si dovranno scavare altri pozzi vicino per togliere pressione a l getto e poterlo più facilmente controllare.
Caricabatterie unico per i cellulari? (160 camion di rifiuti da smaltire ogni anno)
I rifiuti (mille tonnellate l'anno) prodotti dall’uso dei differenti caricabatterie in uso in Europa hanno destato preoccupazioni tanto da preferire un unico caricabatteria (micro USB) da utilizzare dal 2010. Questo faciliterà sia la vita dei possessori dei cellulari, poichè non ci sarà bisogno di un caricabatteria per ogni cellulare (17 milioni di cellulari venduti ogni anno) e quello unico sarà di volta in volta riutilizzabile, sia sarà utile all’Europa in quanto diminuirà la quantità di rifiuti immessa nell’ambiente.
Lo standard unico sarà possibile dopo un accordo raggiunto tra l’UE e i produttori di telefonini; le aziende coinvolte fino ad ora sono tra le più note: Nokia , Sony Ericsson, Apple, Motorola, LG, NEC, Qualcomm, Research in Motion, Samsung e Texas Instruments.
Fonte: www.altroconsumo.it; tecnoblog.girlpower.it
Un aereo a propulsione solare vola per 26 ore: prospettive future
Sfruttando esclusivamente l'energia solare, l’aereo elvetico Solar Impulse ha volato per circa 26 ore. Era partito dalla Svizzera Occidentale il 7 luglio e vi è atterrato dopo essere riuscito a volare tutta la notte grazie all'energia accumulata durante il giorno.
L'ideatore del progetto, Bertrand Piccard, è lo stesso che compì per primo il giro del mondo senza scalo a bordo di un pallone aerostatico.
Solar Impulse ha dimostrato che la sfida per voli ad energia pulita è possibile; gli aerei sono tra le maggiori cause di inquinamento al mondo.
Solar Impulse ha le ali coperte da 12mila celle fotovoltaiche, capaci di alimentare quattro motori elettrici.
Riesce a volare durante la notte grazie all'energia accumulata durante il giorno.
Obiettivo finale di Solar-Impulse è di compiere il giro del mondo a tappe, con un nuovo aereo
Il Solar Impulse Hb-Sia ha un'apertura alare paragonabile a quella di un Airbus A-340 (63,4 metri) ed il peso di un'automobile (1.600 kg).
Ha alle spalle diverse missioni sperimentali con cui ha superato gli 8.700 metri di altitudine.
Cellulari e tumori: conversazioni a rischio?
Puntualmente arrivano sui giornali e in televisione segnali
di allarme sull’uso dei cellulari, che secondo alcuni potrebbero
favorire lo sviluppo di tumori, soprattutto al cervello.
Sono timori fondati?
Non si sa ancora, dicono i maggiori esperti: le prove fin qui raccolte non confermano i timori che l’uso anche prolungato dei telefoni cellulari aumenti il rischio di tumori, ma l’epidemiologia ha bisogno di una trentina d’anni d’uso della nuova tecnologia per chiarire del tutto i dubbi.
I principali centri di ricerca del mondo, come il National Cancer Institute di Bethesda, negli Stati Uniti e l’International Agency for Research on Cancer (IARC), di Lione, in Francia, hanno coordinato grandi studi internazionali per verificare questa ipotesi. Sono stati presi in considerazione i tumori al cervello e alle ghiandole salivari, i neurinomi - tumori benigni che, quando sono localizzati sul nervo acustico, come spesso accade, possono portare a sordità - e altri tipi di formazioni localizzate alla testa e al collo. Infine, non è stata esclusa neppure l’eventualità che aumentasse il rischio di linfomi e leucemie.
Per tutte queste malattie non sembra proprio che ci sia pericolo. Solo per alcune forme di tumore al cervello, come i cosiddetti gliomi, resta il dubbio, a lungo andare, di un piccolissimo aumento del rischio. Ma trattandosi di malattie molto rare è difficile verificarlo.
I risultati pubblicati fino a oggi sembrano quindi nel complesso rassicuranti, anche se c’è chi continua a interpretarli in maniera più prudente, soprattutto col diffondersi tra i più giovani di abitudini neppure immaginabili anni fa, come quella di parlare per ore senza auricolare o tenere i telefonini accesi sul cuscino per tutta la notte. Ovviamente conferme in questo senso si potranno forse avere solo tra molto tempo, quando saranno adulti i ragazzi di oggi, ma anche allora potrà essere difficile quantificare il tempo trascorso al telefono solo in base al ricordo dei diretti interessati.
Intanto si attende a breve la pubblicazione dei dati definitivi del grande studio Interphone, condotto in 13 diversi Paesi tra cui l’Italia. Ne sta anche per partire un altro, chiamato MOBI-KIDS, a cui collaborano per l’Italia ricercatori dell’Università di Torino, che si concentrerà sui possibili effetti dei telefonini nei giovani sotto i vent’anni. Per ora, gli unici rischi certi riguardano l’uso dei telefonini mentre si guida: in questo caso sì è dimostrato che il rischio di andare incontro a un incidente può essere addirittura quadruplicato.
Comunque, è meglio prendere qualche precauzione:
- l'uso dell'auricolare o il viva voce tengono lontane le radiazioni;
- tenere il telefonino lontano dal cuore e dai genitali;
- alternare nell'ascolto le orecchie.
Fonte: www.airc.it ; Altroconsumo
Il brevetto unico europeo: cosa è e perchè l'Ue lo vuole solo in tre lingue
Dopo trent' anni di paralisi, finalmente si prepara ad entrare in funzione il brevetto unico europeo. Si tratta di una tappa storica per la competitività dell' Unione europea. Oggi infatti, ottenere un brevetto attraverso l'Ueb (Ufficio Europeo dei Brevetti) che ha sede a Monaco, costa circa 10 volte in più che negli Usa e almeno il 25% va in traduzioni. Ogni atto va infatti tradotto nelle lingue dei paesi in cui vuole introdursi. Un Brevetto Europeo convalidato in 13 paesi, per esempio, costa almeno 20mila euro, di cui quasi 14mila legati ai costi di traduzione. Una situazione che finisce per scoraggiare le attività di ricerca e sviluppo nel Vecchio Continente.
Il primo luglio la Commissione Europea ha così presentato la proposta secondo cui i Brevetti Ue verrebbero esaminati e concessi in una delle lingue ufficiali dell'Ueb, ovvero francese, inglese o tedesco. Il brevetto concesso verrebbe pubblicato nella stessa lingua, che sarà considerata la lingua facente fede (ovvero quella legalmente vincolante). La pubblicazione comprenderà la traduzione dei diritti (claims) anche nelle altre due lingue ufficiali dell'Ueb e al titolare del brevetto non verranno richieste traduzioni nelle altre lingue tranne nel caso in cui sorga una controversia legale in merito al Brevetto Ue. In questo caso, il titolare del brevetto potrebbe dover presentare altre traduzioni a proprie spese.
Un sistema del genere ridurrebbe i costi amministrativi per un Brevetto Ue valido per i 27 Stati membri, a meno di 6.200 euro, di cui solo il 10% sarebbe dovuto alle spese di traduzione.
Una proposta che è considerata però inaccettabile da Italia e Francia che, considerando i propri brevetti fortemente sfavoriti da questo regime, il primo luglio hanno presentato una proposta per aggiungere le proprie lingue nazionali a quelle ufficiali dell'Ueb. In seguito al rifiuto da parte di Barroso, i due paesi mediterranei hanno minacciato di bloccare tutto, visto che la decisione sul brevetto deve essere presa all'unanimità. L'unica alternativa possibile è quella delle "cooperazioni rafforzate", previste dal nuovo Trattato di Lisbona. In pratica, tutti i paesi che sono d'accordo aderirebbero al nuovo sistema. Per farla scattare, una volta constatato con voto all'unanimità l'impossibilità di arrivare a un'intesa, basteranno 9 paesi sui 27 dell'Unione. Disposti ad aderire, per uscire dall'impasse sul brevetto europeo, al momento ce ne sarebbero già 14: oltre a Francia, Germania e Gran Bretagna, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Svezia, Danimarca, Portogallo, Polonia, Slovenia e Romania.
Fonti: europarlamento24.eu , ilsole24ore.com , repubblica.it
