acqua
I referendum contro la privatizzazione dell'acqua: record di firme
Ieri a piazza Navona il Forum dei movimenti per l’acqua ha presentato i risultati della raccolta di firme per i referendum contro la privatizzazione dell’acqua (per essere più precisi contro la gestione degli acquedotti affidata ai privati).
Sono state raccolte oltre un milione e quattrocentomila firme, un risultato che ha sorpreso gli stessi presentatori.
Ora le firme andranno alla Cassazione per la convalida.
Se non ci saranno intoppi entro la fine della primavera 2011 gli italiani si esprimeranno in merito a tre quesiti referendari: l'articolo 23 bis che prevede che le società, per fornire servizi idrici, si trasformino in aziende miste con capitale privato al 40%, l'articolo 150 del decreto legislativo 152/2006 che contempla, come unico modo per ottenere l'affidamento di un servizio idrico la gara e la gestione attraverso società per azioni, e in merito all'ultimo quesito, quello relativo all'abrogazione dell'articolo 154, nella parte in cui si impone al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa.
L’arsenico nell'acqua potabile: il più grande avvelenamento di massa della storia dell’umanità
«Il più grande avvelenamento di massa della storia dell’umanità», secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Sta avvenendo in Bangladesh, dove 77 milioni di persone utilizzano ogni giorno acqua contaminata dall’arsenico. Un team di ricercatori di Chicago, New York e Bangladesh ha seguito per 6 anni 11.746 abitanti dello Stato asiatico attraverso l’analisi delle urine. I risultati pubblicati dalla rivista The Lancet: il 21% delle morti complessive, e il 24% di quelle dovute a malattie croniche, è legato all’arsenico, che causa cancro a fegato, reni, pelle e malattie cardiache: un problema che riguarda il 70% della popolazione.
L’arsenico nell'acqua potabile minaccia tumori in 70 paesi
L'esposizione prolungata all'arsenico presente nell'acqua potabile, anche in quantità piccolissime, può provocare diverse forme di tumore e in generale aumenta il rischio di morte. E' quanto risulta dal più vasto studio di questo tipo, condotto su oltre 11.700 persone in Bangladesh e pubblicato nell'edizione online della rivista The Lancet.
Le possibili implicazioni per la salute pubblica, secondo i ricercatori, sono importanti, soprattutto considerando che il problema della contaminazione con arsenico delle acque potabili è presente in almeno 70 Paesi. Si stima che soltanto in Bangladesh a partire dagli anni '70 almeno 35 milioni di persone abbiano bevuto acqua contaminata con arsenico, in quello che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) considera "il più grande avvelenamento di massa nella storia di una popolazione".
Lo studio, coordinato da Habibul Ahsan dell'università di Chicago, si chiama Heals (Health Effects of Arsenic Longitudinal Study) e la popolazione del Bangladesh sulla quale è stato condotto era esposta a dosi pari a 10 microgrammi per litro. Questo, secondo la ricerca, è stato sufficiente a provocare il 21% delle morti per tutte le cause e il 24% di quelle attribuite alle malattie croniche. I tumori più frequenti associati al consumo di arsenico sono quelli che colpiscono fegato, cistifellea e pelle. Tra le malattie, le più comuni sono quelle cardiovascolari.
(Da Tiscali Scienze del 22 giugno 2010)
Tra gli elementi presenti in tracce nelle acque minerali italiane ci sono arsenico e uranio, ma anche alluminio, berillio, fluoro e altro ancora. Ma, soprattutto, i limiti che regolamentano i contenuti di questi elementi – alcuni dei quali potenzialmente pericolosi per la salute – nelle acque minerali sono più alti di quelli fissati per le acque potabili, se non, in alcuni casi addirittura inesistenti. Per questo sarebbe opportuno rivedere le normative in materia, in modo da allineare le acque minerali alle acque che sgorgano dai rubinetti di casa.
L’acqua pura di sorgente non è pura. Perché prima di essere imbottigliata alla fonte attraversa terreni formati da rocce e minerali che contengono migliaia di composti diversi. E se ne portano dietro qualche traccia. A volte, invece, l’acqua trattata che viene immessa nell’acquedotto ha contenuti di queste sostanze più ridotti dell’acqua pura della sorgente.
È questo, in sintesi, il contenuto di un articolo pubblicato sul numero di maggio di “Le Scienze”, in edicola da una settimana. Un articolo che reca la firma di sette scienziati delle Università di Napoli, del Sannio, di Bologna e di Cagliari, e che riassume i risultati italiani di una ricerca europea sulla qualità delle acque minerali imbottigliate.
L’articolo conclude che fortunatamente in generale la qualità dell’acqua è buona. Ma in tutte le acque ci sono tracce di elementi che potrebbero essere nocivi per la salute. E a volte queste tracce sono in concentrazione tale che se la stessa acqua fosse immessa nell’acquedotto sarebbe necessario un intervento di bonifica. È il caso, per esempio, del berillio.
(Da Science – Edizione italiana di Scientific american del 5 maggio 2010)
In allegato: Comunità Europea: arsenio nell'acqua, rischi ed esigenza di nuova normativa
Comunità Europea: rischi dell'arsenico nelle acque e esigenza di una nuova normativa
Su mandato della Commissione europea, il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (Contam) dell'Efsa (Ente preposto alla difesa della salute alimentare) ha pubblicato un parere sui possibili rischi per la salute correlati alla presenza di arsenico in alimenti e bevande. Sono stati raccolti e analizzati più di 100.000 dati di cui circa il 98% inerenti l'arsenico totale.
Si evidenzia come la legislazione in materia in molti paesi sia carente; da qui l'esigenza di una revisione della legislazione stessa.
Premio nobel Luc Montagnier e i farmaci del futuro
L'intervista fa riferimento alla scoperta delle proprietà che alcune nano strutture di acqua presentano di emettere segnali elettromagnetici riconducibili al vissuto biologico della persona. Queste proprietà potrebbero permettere di trasmettere segnali e stimoli utili a curare le malattie. Si tratta di una scoperta che potrebbe rivoluzionare la medicina del futuro, la cosiddetta medicina biologica.
Referendum sull'acqua: 3 quesiti e dove si firma.
L'acqua è un bene comune e un diritto umano universale. I quesiti del referendum sono 3 perchè si vogliono eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell'acqua.
Per saperne di più collegarsi ai siti: www.acquabenecomune.org ; www.siacquapubblica.it ; www.contrattoacqua.it.
Per sapere dove andare a firmare cliccare sul primo sito e successivamente su: Dove firmare - Iniziative e banchetti - Regione di appartenenza.
E' stato attivato il Contafirme, pertanto Vi terremo informati sull'andamento.
Forum italiano movimenti per l’acqua pubblica: raccolta firme per un referendum
Il fine settimana del 24 e 25 aprile è iniziata in tutta Italia la raccolta firme per i referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua. In centiania di piazze italiane sono stati allestiti i banchetti che hanno raccolto, in 2 giorni, oltre 100mila firme. La raccolta continua fino al 4 luglio, l'obiettivo che il comitato promotore si è posto è quota 700mila.
Il mondo ha sete: 8 milioni di morti all'anno (guerre per l'acqua?)
Ieri si celebrava la giornata mondiale della sanità. I dati dell'Onu ci dicono che ogni anno muoiono circa 8 milioni di persone per sete o per acqua non potabile, tra cui molti bambini (1.500.000 circa).
In Europa si consumano 200 litri di acqua al giorno per ogni abitante, in Africa 10. Il minimo indispensabile stimato é di 50.
880 milioni di persone non possono contare su acqua disponibile o sicura.
Nei paesi industrializzati l'acqua viene sprecata. L'Italia poi é un colabrodo: si calcola che circa il 30% dell'acqua non arriva ai rubinetti.
Le prospettive non sono positive; una proiezione dell'Onu prevede che nel 2030 quasi metà della popolazione potrebbe rimanere a corto d'acqua. La zona più esposta é l'Africa seguita dal Medio Oriente.
Non per nulla gli strateghi parlano di possibili guerre per accapparrarsi le fonti d'acqua. Uno dei motivi per chi gli israeliani non vogliono rinunciare alla Cisgiorgania sarebbe proprio questo: le fonti d'acqua rimarrebbero in parte sotto controllo dei palestinesi.
