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Rapporto osservatorio nazionale: in Italia in dieci anni raddoppiato l’uso dei farmaci, ora ci si mette pure la crisi

E’ stato presentato ieri a Roma il rapporto OsMed (Oservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali), un report annuale elaborato dall'Agenzia italiana per il farmaco e dall’Istituto superiore di sanità.
In dieci anni le quantità di medicinali consumate dagli italiani sono raddoppiate: nel 2009 sono state prescritte 926 dosi giornaliere ogni mille abitanti, nel 2000 erano 580.
Rispetto al 2008, quasi tutte le categorie terapeutiche fanno registrare un incremento delle prescrizioni. Tra tutti si registra un'impennata degli antidepressivi a causa della crisi: infatti peggiorano gli stili di vita e le condizioni psichiche di chi fa lavori precari.
Fortunatamente si registra la crescita del mercato dei farmaci generici. Se usati su più vasta scala porterebbero allo stato un risparmio di ben un miliardi di euro.
Le più assidue frequentatrici della farmacia sono le donne che comprano soprattutto antidepressivi.
Un uso più razionale di questi medicinali potrebbe far risparmiare 300 mln di euro, con un impatto positivo su tutta la salute pubblica.
La spesa media di un assistibile di età superiore a 75 anni è di oltre 12 volte maggiore a quella di una persona di età compresa fra 25 e 34 anni.
Gli italiani noncuranti degli appelli alla prudenza indotti dall'emergere di alcuni effetti collaterali anche gravi sono malati di farmaci. E amano gli antidepressivi e non considerano che dati in modo automatico e senza una giusta terapia di supporto sono inutili. Anzi: controproducenti.

Premio nobel Luc Montagnier e i farmaci del futuro

L'intervista fa riferimento alla scoperta delle proprietà che alcune nano strutture di acqua presentano di emettere segnali elettromagnetici riconducibili al vissuto biologico della persona. Queste proprietà potrebbero permettere di trasmettere segnali e stimoli utili a curare le malattie. Si tratta di una scoperta che potrebbe rivoluzionare la medicina del futuro, la cosiddetta medicina biologica.

Interviewee: 
Luc Montagnier

Il 25° congresso di Medicina Biologica: i farmaci del futuro

Lo hanno definito un nuovo traguardo della ricerca: sfruttare le informazioni trasferibili per mezzo dei farmaci all’acqua che si trova nell’organismo umano. In questo modo l’elemento acqua, presente in gran percentuale nel corpo, diventa il mezzo per portare le informazioni atte a riattivare le funzionalità compromesse. Questo dovrebbe consentire di abbassare il dosaggio e diminuire la tossicità, conservando inalterata l’efficacia dei farmaci.
È così che dovranno essere i farmaci del futuro secondo la Medicina Biologica che si riunisce a congresso venerdì 14 e sabato 15 a Milano, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Milano. Il Congresso è promosso da AIOT - Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, con il sostegno di GUNA Spa, azienda del settore delle medicine non convenzionali, il Patrocinio dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano – OMCeO, della Regione Lombardia e del Comune di Milano e la partecipazione del Premio Nobel per la Medicina Prof. Luc Montagnier insieme a fisici e ricercatori italiani di fama internazionale.
Luc Montagnier è lo scienziato che ha scoperto che le malattie croniche, come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Artrite Reumatoide, e le malattie virali, come HIV-AIDS, influenza A ed epatite C, “informano” l’acqua del nostro corpo della loro presenza emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere letti e decifrati. Possibili sviluppi di tale scoperta sono sia in termini diagnostici che di trattamento e terapia delle malattie croniche, che sono collegate a precise condizioni informative presenti nell’acqua biologica.
In Italia alcuni fisici e ricercatori collaborano allo studio delle proprietà per cui l’acqua presente nel corpo diffonde e trattiene le informazioni biologiche grazie ad un fenomeno fisico chiamato Coerenza. I leader del gruppo italiano di ricerca sono Emilio Del Giudice [Fisico teorico, Premio Prigogine 2009, INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare), Milano, IIB (International Institute of Biophysics), Neuss, Germania] e Giuseppe Vitiello (Professore di Fisica teorica, Dipartimento di Matematica e Informatica e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dell’Universita' di Salerno).

La medicina omotossicologica sfrutta da sempre i principi fisici per cui l’acqua può essere “informata” da sostanze in essa diluite. La ricerca di Montagnier, di Del Giudice e Vitiello, può indicare una migliore comprensione dei meccanismi di funzionamento del paradigma medico omeopatico e omotossicologico e creare la base per una futura generazione di rimedi farmaceutici. Si tratta di medicinali che basano il proprio meccanismo d’azione sull’acqua “informata” dal segnale elettromagnetico prodotto da sostanze in essa presenti a bassissime concentrazioni ed “attivata” tramite peculiari tecnologie chimico-fisiche. Essi acquisiscono così proprietà curative, prive di effetti collaterali.
(Dal sito de lastampa.it del 14-05-2010)

Desease mongering: malattie inventate per far vendere più farmaci

L'intervista con la prof.ssa Emilia Costa, primario di psichiatria all'Università "La Sapienza" di Roma, svela i retroscena di un abuso molto grave: si inventano delle malattie per far vendere più farmaci.

Interviewee: 
Emilia Costa
Interview text: 

Alli, farmaco per dimagrire venduto senza ricetta: molte perplessità

Nel mondo dei farmaci per dimagrire Alli non è una novità. Si tratta di una vecchia conoscenza, il principio attivo orlistat approvato sul finire degli anni novanta dall'Emea, l'Agenzia europea del farmaco, come trattamento anti obesità, che si è "riciclato". Ha semplicemente dimezzato il dosaggio, e cambiato nome, diventando un farmaco in libera vendita.

In gergo tecnico questa operazione si chiama "switch": si prende un vecchio principio attivo e lo si fa passare da farmaco per cui ci vuole la ricetta del medico a farmaco da automedicazione, vendibile cioè senza prescrizione. È quello che è successo tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 quando l'azienda farmaceutica Glaxo ha chiesto di poter commercializzare l'orlistat nel formato da 60 mg (al posto dei classici 120 mg del Xenical Roche) come farmaco da banco, ricevendo parere positivo da parte dell'Ema.

L'arrivo di Alli è il primo caso di "switch" in Europa. Questa decisione delle autorità europee ha destato molte perplessità. Il Beuc, l'organismo che riunisce le associazioni di consumatori europee di cui Altroconsumo fa parte, ha espresso critiche durissime nei confronti di questa manovra, con la speranza, purtroppo inascoltata, di fermare la delibera. Il perché è semplice: l'orlistat non ha le caratteristiche di un farmaco che può essere venduto liberamente. Non fosse altro per il fatto che l'obesità per cui è indicato questo trattamento non è una condizione che una persona può gestire da sé, né è un disturbo passeggero che si risolve con una pillola. Inoltre, il lungo elenco di effetti indesiderati più o meno gravi e fastidiosi e il profilo assai ristretto di chi in teoria trae beneficio da questo farmaco non giocano a favore della sua vendita libera. Infine, il trattamento deve essere inserito all'interno di un programma di dimagrimento completo, che prevede una dieta corretta e uno stile di vita dinamico. Lo diciamo sempre, anche quando ci occupiamo di altri prodotti per dimagrire: non basta prendere una pillola se non si cambiano le abitudini scorrette.

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