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Una legge contro la stampa in Italia: come ci vedono all'estero
Pubblicato giovedì 17 giugno 2010 - Clarin - Argentina
L’approvazione in Italia di una legge che impedisce ai mezzi di informazione di pubblicare le indagini giudiziarie e che riduce la facoltà dei giudici di indagare su casi di corruzione, segna una ferita profonda alla libertà e un blocco del funzionamento della Giustizia come potere repubblicano.
La cosiddetta “legge bavaglio” voluta dal governo di Silvio Berlusconi impone sanzioni che includono il carcere e pesanti multe ai giornalisti e agli editori che pubblicano contenuti di intercettazioni telefoniche. Analogamente limita il potere dei magistrati di disporre intercettazioni telefoniche e proibisce loro di rilasciare dichiarazioni sui processi in corso.
In questo modo il governo di Berlusconi cerca di nascondersi con un velo di indennità dinnanzi alla società e all’opinione pubblica: sotto questo velo le denunce di corruzione possono essere considerate reato, mentre la corruzione stessa sfugge alla Giustizia. La ragione ufficiale è la tutela del diritto alla privacy e la necessità di evitare abusi giudiziari.
Tuttavia la conseguenza di una legislazione di questa natura è l’impatto sui principii fondamentali del sistema repubblicano e democratico. Il primo è il diritto dei cittadini ad essere informati sulle questioni pubbliche. Il secondo, l’esistenza di giudici indipendenti che possono indagare, portare alla luce e sanzionare gli atti di corruzione.
La “legge bavaglio” voluta da Berlusconi per evitare che si indaghi su fatti di corruzione, mostra una concezione autoritaria del potere che trascende paesi e ideologie.
traduzione di ItaliaDallEstero.info
Articolo originale:Una ley contra la prensa en Italia
Legge "Bavaglio" e disobbedienza civile
Roberto Natale, presidente della Fnsi, la "Federazione nazionale stampa italiana" che é il sindacato dei giornalisti italiani, intervenendo alla manifestazione contro la legge "Bavaglio" tenutasi a Piazza Navona il 1 luglio scorso, ha annunciato che molti giornalisti sono pronti alla disobbedienza civile nel caso la legge sulle intercettazioni venga approvata.
Giornalisti in piazza per la libertà di informazione
Il primo luglio é stata indetta a Roma una manifestazione nazionale di tutti i giornalisti per la libertà di informazione: se infatti passasse la legge denominata "legge bavaglio" sulle intercettazioni sarebbero gravemente lesi i diritti di informare i cittadini. In molte città italiane si terrà una notte bianca di protesta.
La legge prevede multe fino a 400.000 euro per un editore i cui giornali pubblicassero notizie ritenute dalla legge non pubblicabili e perfino il carcere per quei giornalisti che infrangessero la legge. Il grosso problema é che la legge, nell'intento dichiarato di difendere il privato dei cittadini dalla pubblicazione di notizie che ledono il principio di riservatezza, in realtà proibisce la pubblicazione anche di notizie che sono di enorme interesse per un'informazione libera e informata su tutti i fatti che riguardano il bene dei cittadini.
L’associazione di telespettatori cattolici AIART: sette minuti dedicati all'Inter in prima notizia dal TG
L’associazione di telespettatori cattolici (Aiart) ha segnalato che «nel Tg delle 13.30, in apertura, sono stati dedicati sette minuti alla vittoria dell’Inter e ai fatti di cronaca collegati. Solo a metà telegiornale, e dopo il pastone politico, è stato trasmesso il servizio sull’anniversario della strage di Capaci. Questo Tg non aiuta i cittadini a distinguere quali sono i valori che dovrebbero essere alla base della civile convivenza di un Paese avanzato. Questo è un telegiornale senza autorevolezza. I nuovi conduttori sono sicuramente giornalisti preparati, ma di sicuro Maria Luisa Busi ha lasciato la conduzione perché non condivideva, giustamente, questa linea editoriale».
(Ripreso da www.corriere.it del 24 maggio a firma Andrea Garibaldi)
Trasmissione "Era glaciale" ritardata (si grida alla censura)
Venerdì 4 dicembre 2009 la trasmissione "Era glaciale" condotta da Daria Bignardi è stata ritardata di circa un’ora (è andata in onda a mezzanotte). Al suo posto, su Raidue sono stati trasmessi alcuni cartoni animati della Disney. Nelle interviste registrate nel pomeriggio alcuni cantanti ospiti della trasmissione avevano avanzato critiche nei confronti del governo Berlusconi.
Da molte parti si é gridato alla censura.
Protesta di Avvenire: Tg1 e TG2 ignorano la retromarcia di Feltri sul caso Boffo
Dopo che per settimane i mezzi di informazione si erano interessati al caso Boffo, il direttore del quotidiano dei vescovi Avvenire costretto alle dimissioni a seguito degli articoli del direttore del "Giornale" Vittorio Feltri, l'Avvenire protesta per il "silenzio assordante" dei TG sulla retromarcia del "Giornale".
