medicina

Convegno anestesisti: decalogo utile per chi deve subire un intervento

In occasione del settimo congresso nazionale della Siared, Societa' Italiana di Anestesia, Rianimazione, Emergenza e Dolore, sono state definite, in un decalogo di taglio divugativo, le dieci regole utili per chi deve subire un intervento. Eccole:
- Accertarsi che entro le due settimane che precedono l'intervento, l'anestesista visiti il paziente controllando una serie di parametri come pressione, peso, frequenza cardiaca. La visita, che di solito si svolge in ambulatorio, puo' essere pratica anche alcuni mesi prima di entrare in sala operatoria: in quel caso, l'anestesista ricontrolla il paziente per verificare che non ci siano stati cambiamenti nelle condizioni generali.
- Rispettare le norme di digiuno preparatorie che vengono raccomandate. Durante l'anestesia, infatti, il contenuto gastrico potrebbe causare danni ai polmoni. Generalmente, bisogna evitare di mangiare dalle 4 alle 6 ore prima dell'intervento, mentre l'ultimo bicchier d'acqua va bevuto due ore prima. Per altre bevande come succhi di frutta o caffe', i tempi vanno calcolati a seconda della corposita' del liquido. Per esempio, una spremuta d'arancia e' considerata un solido: va quindi evitata nelle 6 ore precedenti l'anestesia.
- Rispettare tutte le indicazioni sulle profilassi pre e post operatorie, come quelle per la trombosi venosa (farmaci coagulanti da prendere prima o deambulazione subito dopo il risveglio, a seconda del paziente), quelle antibiotiche per evitare le complicazioni (l'effetto deve raggiungere il picco massimo nell'incisione chirurgica, quindi gli antibiotici vanno assunti circa un'ora prima) o quelle anti vomito (per esempio, i farmaci somministrati a chi partorisce con taglio cesareo).
- Il paziente deve ricevere dal medico tutte le informazioni sull'anestesia e sul rischio dell'intervento a cui verra' sottoposto. E' utile, per facilitare la comprensione, fare dei paragoni con attivita' quotidiane comuni. Per esempio: se l'intervento ha una percentuale di rischio di morte dello 0,3%, il medico potra' spiegare che prendere un aereo per andare in vacanza alle Maldive o salire su una scala per cambiare una lampadina e' statisticamente piu' rischioso.
- Il medico non deve solo far firmare la liberatoria che certifica il consenso del paziente, ma deve accertarsi che lui abbia capito che cosa sta per succedere, facendo anche delle domande dirette per fugare eventuali dubbi.
- Il paziente deve identificare l'anestesista e avere un rapporto diretto con lui.
- Il paziente deve essere messo in condizione di accertare se la struttura dove sara' ospitato e' certificata e accreditata al sistema sanitario nazionale.
- Prima dell'intervento, il paziente deve familiarizzare con la scheda di valutazione del dolore, per poter indicare, anche nei giorni successivi all'intervento, la gravita' dei fastidi che sentira'.
- Accertarsi che avvenga la cosiddetta fase di 'time out' prima dell'intervento: l'anestesista e il chirurgo parlano con il paziente e hanno a disposizione un momento determinato per stabilire un contatto, verificando anche insieme a lui il lato su cui verra' effettuato l'intervento o altri dettagli importanti.
- Il paziente deve essere informato sui tempi del risveglio, previsto generalmente subito dopo la fine dell'intervento o, in alcuni casi, dopo circa 20 minuti.

Premio nobel Luc Montagnier e i farmaci del futuro

L'intervista fa riferimento alla scoperta delle proprietà che alcune nano strutture di acqua presentano di emettere segnali elettromagnetici riconducibili al vissuto biologico della persona. Queste proprietà potrebbero permettere di trasmettere segnali e stimoli utili a curare le malattie. Si tratta di una scoperta che potrebbe rivoluzionare la medicina del futuro, la cosiddetta medicina biologica.

Interviewee: 
Luc Montagnier

Il 25° congresso di Medicina Biologica: i farmaci del futuro

Lo hanno definito un nuovo traguardo della ricerca: sfruttare le informazioni trasferibili per mezzo dei farmaci all’acqua che si trova nell’organismo umano. In questo modo l’elemento acqua, presente in gran percentuale nel corpo, diventa il mezzo per portare le informazioni atte a riattivare le funzionalità compromesse. Questo dovrebbe consentire di abbassare il dosaggio e diminuire la tossicità, conservando inalterata l’efficacia dei farmaci.
È così che dovranno essere i farmaci del futuro secondo la Medicina Biologica che si riunisce a congresso venerdì 14 e sabato 15 a Milano, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Milano. Il Congresso è promosso da AIOT - Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, con il sostegno di GUNA Spa, azienda del settore delle medicine non convenzionali, il Patrocinio dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano – OMCeO, della Regione Lombardia e del Comune di Milano e la partecipazione del Premio Nobel per la Medicina Prof. Luc Montagnier insieme a fisici e ricercatori italiani di fama internazionale.
Luc Montagnier è lo scienziato che ha scoperto che le malattie croniche, come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Artrite Reumatoide, e le malattie virali, come HIV-AIDS, influenza A ed epatite C, “informano” l’acqua del nostro corpo della loro presenza emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere letti e decifrati. Possibili sviluppi di tale scoperta sono sia in termini diagnostici che di trattamento e terapia delle malattie croniche, che sono collegate a precise condizioni informative presenti nell’acqua biologica.
In Italia alcuni fisici e ricercatori collaborano allo studio delle proprietà per cui l’acqua presente nel corpo diffonde e trattiene le informazioni biologiche grazie ad un fenomeno fisico chiamato Coerenza. I leader del gruppo italiano di ricerca sono Emilio Del Giudice [Fisico teorico, Premio Prigogine 2009, INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare), Milano, IIB (International Institute of Biophysics), Neuss, Germania] e Giuseppe Vitiello (Professore di Fisica teorica, Dipartimento di Matematica e Informatica e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dell’Universita' di Salerno).

La medicina omotossicologica sfrutta da sempre i principi fisici per cui l’acqua può essere “informata” da sostanze in essa diluite. La ricerca di Montagnier, di Del Giudice e Vitiello, può indicare una migliore comprensione dei meccanismi di funzionamento del paradigma medico omeopatico e omotossicologico e creare la base per una futura generazione di rimedi farmaceutici. Si tratta di medicinali che basano il proprio meccanismo d’azione sull’acqua “informata” dal segnale elettromagnetico prodotto da sostanze in essa presenti a bassissime concentrazioni ed “attivata” tramite peculiari tecnologie chimico-fisiche. Essi acquisiscono così proprietà curative, prive di effetti collaterali.
(Dal sito de lastampa.it del 14-05-2010)

Desease mongering: malattie inventate per far vendere più farmaci

L'intervista con la prof.ssa Emilia Costa, primario di psichiatria all'Università "La Sapienza" di Roma, svela i retroscena di un abuso molto grave: si inventano delle malattie per far vendere più farmaci.

Interviewee: 
Emilia Costa
Interview text: 

Inghilterra: creato embrione in vitro da tre genitori a scopi terapeutici

In Inghilterra é stato creato un embrione con il contributo di tre donatori diversi: due donne e un uomo; il tutto al fine di prevenire l'insorgere di gravi malattie mitocondriali.
In pratica sono stati usati due ovociti da due donne diverse; prima é stato prelevato l'ovocita della donna non portatrice di malattie; in questo ovocita é stato sostituito il nucleo con quello della madre con problemi di trasmissione di malattie; infine l'ovocita é stato fecondato in vitro.

Rischi e pericoli legati all'abuso di psicofarmaci

L'autore si é rivolto a un noto specialista del settore, la prof. Emilia Costa, docente di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma. La professoressa spiega come un uso eccessivo di psicofarmaci sia dannoso alla salute delle persone, in particolar modo dei bambini e degli adolescenti.

Interviewee: 
Emilia Costa
Interview text: 

Chirurgo italiano a Londra: primo trapianto di trachea su bambino

Il primo trapianto al mondo di trachea in un bambino è stato portato a termine lunedì scorso all'ospedale Great Ormond Street di Londra dal chirurgo toracico Paolo Macchiarini. L'evento è stato annunciato oggi durante una conferenza stampa. Medici inglesi e italiani hanno trapiantato una nuova trachea in un bambino di circa 10 anni, utilizzando le cellule staminali del paziente per rigenerarla all'interno del suo organismo.

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