Il 25° congresso di Medicina Biologica: i farmaci del futuro

News - author: stg - posted: 17-05-2010

Lo hanno definito un nuovo traguardo della ricerca: sfruttare le informazioni trasferibili per mezzo dei farmaci all’acqua che si trova nell’organismo umano. In questo modo l’elemento acqua, presente in gran percentuale nel corpo, diventa il mezzo per portare le informazioni atte a riattivare le funzionalità compromesse. Questo dovrebbe consentire di abbassare il dosaggio e diminuire la tossicità, conservando inalterata l’efficacia dei farmaci.
È così che dovranno essere i farmaci del futuro secondo la Medicina Biologica che si riunisce a congresso venerdì 14 e sabato 15 a Milano, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Milano. Il Congresso è promosso da AIOT - Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, con il sostegno di GUNA Spa, azienda del settore delle medicine non convenzionali, il Patrocinio dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano – OMCeO, della Regione Lombardia e del Comune di Milano e la partecipazione del Premio Nobel per la Medicina Prof. Luc Montagnier insieme a fisici e ricercatori italiani di fama internazionale.
Luc Montagnier è lo scienziato che ha scoperto che le malattie croniche, come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Artrite Reumatoide, e le malattie virali, come HIV-AIDS, influenza A ed epatite C, “informano” l’acqua del nostro corpo della loro presenza emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere letti e decifrati. Possibili sviluppi di tale scoperta sono sia in termini diagnostici che di trattamento e terapia delle malattie croniche, che sono collegate a precise condizioni informative presenti nell’acqua biologica.
In Italia alcuni fisici e ricercatori collaborano allo studio delle proprietà per cui l’acqua presente nel corpo diffonde e trattiene le informazioni biologiche grazie ad un fenomeno fisico chiamato Coerenza. I leader del gruppo italiano di ricerca sono Emilio Del Giudice [Fisico teorico, Premio Prigogine 2009, INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare), Milano, IIB (International Institute of Biophysics), Neuss, Germania] e Giuseppe Vitiello (Professore di Fisica teorica, Dipartimento di Matematica e Informatica e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dell’Universita' di Salerno).

La medicina omotossicologica sfrutta da sempre i principi fisici per cui l’acqua può essere “informata” da sostanze in essa diluite. La ricerca di Montagnier, di Del Giudice e Vitiello, può indicare una migliore comprensione dei meccanismi di funzionamento del paradigma medico omeopatico e omotossicologico e creare la base per una futura generazione di rimedi farmaceutici. Si tratta di medicinali che basano il proprio meccanismo d’azione sull’acqua “informata” dal segnale elettromagnetico prodotto da sostanze in essa presenti a bassissime concentrazioni ed “attivata” tramite peculiari tecnologie chimico-fisiche. Essi acquisiscono così proprietà curative, prive di effetti collaterali.
(Dal sito de lastampa.it del 14-05-2010)