Memoria d'Infinito
News - author: Cartec - posted: 24-01-2011
A Villa Frua sede della Biblioteca di Laveno, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore Giovedì 20 gennaio 2011 si è inaugurata l'esposizione di opere di Tobia Ravà:"Memoria d'infinito" con presentazione a cura di Maria Luisa Trevisan.
Sono esposti rasi digitali, grafiche e multipli. La mostra aperta fino al 16 febbraio è corredata da un’agile pubblicazione dal titolo "Memoria d'infinito", a cura di Maria Luisa Trevisan con testi critici di Arturo Schwarz e Marzia Scalon.
L'inaugurazione è stata preceduta dalla presentazione di: "Il libro dell'ignoto, Storie dei trentasei giusti" di Jonathon Keats (edizione Giuntina), a cura di Silvia Pereschi. Erano presenti l'autore del libro, Jonathon Keats, e l'artista Tobia Ravà.
L'evento è parte di "Non puoi controllare il vento ma puoi regolare la vela" Nove giorni dedicati alla cultura ebraica, ed in occasione del 27 gennaio "Giornata della memoria".
"La mostra "Memoria d'infinito" si può ben inserire nelle iniziative che ogni anno si svolgono in prossimità del “Giorno della Memoria”, in quanto ogni opera rende omaggio alla cultura ebraica. Tobia Ravà crea fascinose immagini pregne di significati nascosti dietro la concettualizzazione di parole ebraiche o di singole lettere e numeri, che formano un testo nel testo da decriptare attraverso il processo ghematrico per cui ogni lettera è un numero. Due linguaggi - logica letterale e matematica – che si fondono nelle sue immagini a creare un terzo linguaggio - quello figurativo – per indagare, ricostruire e manifestare il mistero dell’universo. Egli fa riferimento alla presenza di un invisibile legame tra le cose ed al pensiero sincronico della tradizione ebraica, secondo il quale quello che è successo in passato, attraverso la memoria, viene rivissuto dal singolo nel presente. Da qui l’importanza della storia e l’alto valore della memoria per l’avvenire. Questo intreccio affascinante tra presente, passato e futuro, tra natura e cultura, viene non solo intuito e riconosciuto dall’artista, ma anche visualizzato attraverso seducenti immagini: forme, colori, lettere e numeri costituiscono quella foresta di simboli che si cela dietro il reale. In mostra sono esposte opere recenti costruite con la ghematrià e la sequenza di Fibonacci, quali ad esempio le vele (recenti sperimentazioni digitali a tema architettonico su raso), in cui le lunghe prospettive riprese dalla realtà e sublimate, assurgono a luoghi e simboli dello spirito.
Tobia Ravà determina in tal modo una sua specificità culturale ed iconografica utilizzando la lingua ebraica come elemento strutturale e cognitivo e manifesta l’idea che la cultura ebraica pur traendo linfa dalle radici, nel passato, sia un potente propulsore, strumento di conoscenza e un motore di energia positiva (le vele,) che ci proietta nel futuro.
Secondo il pensiero di Yishaq Luria, l’uomo, (e “l’artista” in particolare) è socio del creatore e con lui costruisce il futuro avvicinando, con l’operare positivamente, l’epoca messianica (tikkun)".
(M.L.Trevisan)
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