Contributo di solidarietà: ecco cos'è e chi lo paga

Notizia - autore: Rosa.L - pubblicazione del: 01-09-2011

La più discussa misura della manovra finanziaria - esclusa e poi riconsiderata - è quella che istituisce il cosiddetto “contributo di solidarietà”. Chiamato anche “superprelievo” o “super IRPEF”, ecco cosa è:

L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche, con cui lo Stato guadagna abitualmente circa un terzo delle sue entrate. Il “contributo di solidarietà” è, di fatto, un aumento straordinario dell’IRPEF per la durata di tre anni. Fino al 2013, quando il Governo conta di raggiungere il pareggio di bilancio.

Chi lo paga
Tutti i cittadini – lavoratori dipendenti, pubblici e privati, lavoratori autonomi, pensionati – purché il loro reddito oltrepassi una certa soglia. Qui si pone un altro nodo. Inizialmente era previsto che la soglia per i dipendenti fosse 90.000 lordi, circa 4.000 euro netti al mese, mentre per gli autonomi fosse 55.000 euro, circa 2.500 euro netti al mese. La disparità tra dipendenti e autonomi si doveva alla necessità di “incorporare” la diffusa evasione fiscale tra gli autonomi, ma sarebbe stata incostituzionale: quindi pagheranno tutti i cittadini, siano questi dipendenti o autonomi, che hanno redditi superiori a 90.000 euro lordi.

Quanto si paga
Chi ha redditi superiori a 90.000 euro lordi pagherà il 5 per cento in più ogni anno. Chi eccede i 150.000 euro lordi pagherà il 10 per cento in più ogni anno. Essendo il “superprelievo” un contributo e non una tassa, è deducibile dalle imposte. Per questo la prima soglia dal 5 per cento verrà effettivamente ridotta al 3-3,5 per cento, mentre la soglia del 10 per cento oscillerà concretamente tra il 6 e il 7 per cento. Per i redditi più alti ci sarà una soglia di sbarramento, così che il prelievo fiscale non possa in alcun modo superare il 48 per cento del reddito.

In quanti pagheranno
Scrive il Corriere della Sera che, fatti i conti del caso, il “superprelievo” colpirà in tutto 511.000 contribuenti.

Quanto si ricaverà
Secondo la relazione tecnica del decreto – ancora non definitiva – il gettito frutto del superprelievo sarà di 726 milioni di euro nel 2012, di 1,6 miliardi nel 2013 e nel 2014.

Il superprelievo e i parlamentari
Il superprelievo è raddoppiato per i parlamentari – 10 per cento per chi guadagna più di 90.000 euro e 20 per cento per chi guadagna più di 150.000 euro – ma incide soltanto sull’indennità. Restano fuori la diaria e i vari contributi forfettari, che ogni mese compongono la busta paga dei parlamentari per oltre 7.000 euro. I parlamentari che percepiscono anche redditi da un’altra professione – avvocati, notai, medici, commercialisti, eccetera – vedranno invece dimezzarsi la loro indennità se il reddito dell’altra professione “è uguale o superiore al 15 per cento dell’indennità medesima”.

Fonte: ilpost.it