Gemelli monozigoti ma diversi

Notizia - autore: guia - pubblicazione del: 02-09-2013

I gemelli monozigoti hanno esattamente gli stessi geni, ma le loro vite non sembrano seguire binari paralleli. Da anni il ricercatore britannico Tim Spector sta cercando di capire perché. Un tempo si pensava che confrontando i gemelli omozigoti e dizigoti e le loro rispettive predisposizioni alle malattie, era possibile separare le cause genetiche dalle cause ambientali. Sono stati compiuti migliaia di studi: erano tutte chiacchiere, ci siamo sbagliati, dice Spector. Nei nostri registri abbiamo oggi 7mila gemelli, cioè 3.500 coppie e negli studi recenti si è evidenziato che i geni coinvolti nelle patologie comuni, come l’obesità sono centinaia, 500 quelli per l’osteoporosi, che interferiscono tra di loro, provocando la malattia in diverse fasi dell’invecchiamento a seconda delle persone. Geni che presi singolarmente influiscono sulla predisposizione alla malattia solo per lo 0,1% e che nella totalità sembrano spiegare solo una frazione della varianza riscontrata nella prevalenza e nella gravità di queste patologie all’interno della popolazione. Il fenomeno si chiama: “Eredità mancante”. Inoltre cominciando a studiare le differenze tra i gemelli monozigoti, c’è stato un cambio radicale di prospettiva. Si è visto che individui con geni identici, spesso cresciuti in condizioni ambientali simili, hanno esperienze di vita molto diverse. Spector sostiene che ciò è dovuto all’epigenetica, cioè il meccanismo attraverso il quale i cambiamenti ambientali alterano il comportamento dei nostri geni attraverso un processo chiamato metilazione, che si ha quando una sostanza chiamate metile, che galleggia all’interno delle nostre cellule, si attacca al DNA. Legandosi al DNA il metile può inibire o ridurre l’attività di un gene ed impedirgli di formare una particolare versione di una proteina nell’organismo. Il punto cruciale è che qualsiasi evento esterno può influenzare il grado di metilazione del DNA dell’organismo: la dieta, l’età, le malattie, gli agenti chimici dell’ambiente, il fumo, le droghe, le medicine, eccetera. Abbiamo studiato, dice Spector, la resistenza al dolore, il diabete , il cancro al seno ed abbiamo scoperto dei geni attivi in uno dei due gemelli ed inattivi nell’altro. Questo può spiegare come uno è predisposto alla malattia e l’altro no; come i bambini diventano più magri o più grassi a seconda delle variate esigenze ambientali. Oggi queste tendenze sono attribuite ai cambiamenti epigenetici, che possono avere effetti anche per due o tre generazioni. (Internazionale, Robin Mckie, The Observer, UK)